giovedì 30 giugno 2011

Se questa è l’arte, facciamoci da parte.

Basta con ‘sti “artisti” delle stronzate in serie!

NON SE NE PUO' PIU'.

Siate modesti interrogatevi sul vostro operato e non dimenticate mai che:
  1. un titolo di studio (istituto d’arte, accademia di belle arti ecc… ) non fa di voi degli artisti;
  2. avere esposto NON equivale ad essere artisti, tantomeno famosi;
  3. essere acclamati dalla propria nonnina non significa essere artisti;
  4. se il macellaio del paese adora i vostri quadri è perché siete clienti;
  5. frequentare la gente giusta (artisti in ambienti artistici) non fa di voi degli artisti;
  6. pensare che un vostro lavoro sia carino, non fa di questo un soggetto unico ed interessante: manco lontanamente un opera d’arte.
  7. Ritenersi eccentrici, non fa di voi un artista, anzi, è la volta buona che vi si incornicia "cliché".
8. 9. 10. ecc… la lista è infinita

Basta (!!!) con queste patetiche installazioni che uno s’è inventato e tutti gli altri seguono a mo’ di gregge, come fosse una moda.

Siate onesti, ammettetelo:

“Nun ce so cazzi: ‘n c’avete niente da dà!”

E se proprio siete abili col pennello, – S i c u r i ? - d’accordo, fate i decoratori, andate ad imbellire i muri delle osterie ed è più che sufficiente.

L’Italia s’è sputtanata anche il campo Arte: chi v’ammazza nun fa peccato.
Dev'essere per forza così? Bene, allora voglio giustizia, voglio la mia fetta e quindi non solo voglio farmi pagare per le cagate che dico e scarabocchio, esigo anche che vengano esposte al Moma di Nuova Iorche.

franci presenta l’Arte

||||
|u|\   |     /|u|
 \(  __Y__)/
 \_|   _/
(|)
ΔΔ
I    I

"Caratteri. Nudo di donna"

Passando ad altro, non c’entra nulla, ma sta notte ho sognato questo:

Teletubbies, bersaglio facile.

Non era un addio al nubilato, quindi non ci sono attenuanti:
Lalla è una sporcacciona, non ha mai detto d'essere artista, ed io tifo per lei!

martedì 28 giugno 2011

Post - illa

Oggi il post sarà una annotazione di quello di ieri, non soltanto mostrerà un’evoluzione del messaggio "Per quest'anno non cambiare..." .
Solo perché ho riflettuto sulla scenetta tipo ed ho pensato che un bella situazione potrebbe essere anche questa:


Riferimenti a fatti o persone sono puramente casuali.

Mettici pure che questa è la mia campagna a sostegno di GINGOO LIBERO  (inventata da me medesima) per promuovere questo indumento in tutte le spiagge dell’universo.

Gingoo

Direi che quelli della Gingoo s.p.a. dovrebbero lautamente ricompensarmi. Vabòn.

lunedì 27 giugno 2011

Per quest’anno non cambiare stessa spiaggia stesso “amare”.

Il discorso nasce dal matrimonio tra l’estate che ci sta abbracciando (=mare, vacanze, e quant’altro) ed un colloquio che feci con A. sabato sera.
Quella sera in un veloce scambio di battute si parlava anche di quanto le persone oggi accettino l’omosessualità e, una volta stabilito che la gente pian piano si sta abituando(...), considerammo che però continuano ad esistere “spiagge gay”.
Nessuno s’indigni, in verità è scelta degli stessi omosessuali che preferiscono usare la spiaggia come luogo d’incontri certi nonché, talvolta, per praticare anche un po’ di nudismo.
Resta il fatto che forse è complesso per un gay approcciare con qualche uomo senza la certezza che anch’egli lo sia.
Immagino che si possa restare sempre e comunque dubitanti visti fenomeni come razzismo e omofobia, oppure esaminati tutti coloro che strillano ai quattro venti la loro apertura mentale ben sapendo che lo fanno perché consapevoli della loro ignoranza: mai accetteranno alcuna diversità, contorti miserandi.
Non so, non sono gay ed inoltre io del prossimo me ne son sempre sbattuta le balle.

Comunque, come in quella stessa serata promisi ad A., per venire incontro alla mia voglia di pittogrammi ed assecondare diabolicamente i folli affetti da anti-omosessualità-cronica ho elaborato ciò:

"... ti dirò, il collare con guinzaglio è molto più etero che gay... "


Poi, non soddisfatta, per verificarne la validità ho piazzato il tutto su di un cartello posto in una spiaggia per veder di ricostruire una scena tipica.


Riferimenti fatti o persone sono puramente casuali


Adoro il pittogramma inchecchito e mi spezza il cuore il suo "sorriso capovolto", ma la sua borsa resta una bomba e denota che sto tizio sa il fatto suo.
Nessuno s’illuda: è solo dal mio punto di vista che i gay che vanno al mare sono auto dotati di zatteroni di Dolce&Gabbana.

domenica 26 giugno 2011

Tu chiamalo se vuoi... con un altro nome.

In una banale giornata di Aprile mentre fotociòpavo foto che avevo scattato in Febbraio (questa frase introduttiva ha il solo scopo di incorniciare un po' l'immagine che segue) pensando ad un possibile nuovo look per la B.


e considerando un tentativo di color biondo, mi feci trasportare dal bianco e ottenni una decolorazione che invece di essere pacchiana era un perfetto platino.



Tali toni mi rimandarono subito a Patty Pravo.


Ed a proposito di Patty, come non parlare di Piper, locale celebre che in un determinato periodo del passato fece storia.
Ed a proposito di Piper, voglio lanciare il mio personale avviso a tutti i proprietari di locali pubblici come bar/discoteche/piano bar/ecc…

Assegnare al vostro locale lo stesso nome d’un posto famoso,
non comporta avere lo stessa fama, anzi, ne è una pessima pubblicità poiché nella fattispecie tale successo è irripetibile e non fu il nome a generarlo; se il vostro locale dovesse affermarsi
il suo nome lo metterebbe sempre e comunque in ombra poiché con esso si identificherebbe l’ORIGINALE, nel caso opposto esso risultasse misero, squallido, bettola poco e mal frequentata il nome importante lo schiaccerebbe completamente e
ne risulterebbe una barzelletta.


E su questo non ho nient’altro da dire.
(F.Gump)

giovedì 23 giugno 2011

Ricordati di santificare… gli amici.

Carissimo B.,
ora io stendo l’articolo, pubblico le tue foto e magari, sai che ti dico, con la tua accettazione apro tutt’un capitolo “The Boveman”, in tuo onore.
Etichetto le tue caricature e le foto - fotociòpate, scrivo qualche minchiata delle mie ed in programma c’è la tua gloria nei secoli dei secoli. Amen.
Come sempre, tutto torna…
Scommetto che nel leggere questo post la tua espressione sarà identica a quella che hai in ‘sta foto che ho rubato dal tuo profilo facebook.


Pare che dice"Sì t'encontro te sputo."


So già di avere la tua approvazione, infondo dopo la “carriera” fatta nei fumetti (non nel campo fumetti) sei da considerare più ‘personaggio’ che essere umano e tutto ciò lo devi a me e a Zano. Ma più a me che a lui, visto che questo è il mio blog.
Gira che ti rigira, ci vuole un consenso da parte tua per poter comparire nel blog ed è attraverso il post che te lo chiedo: posso sì?
Comunque sai che “nun te tratto male” e per provarlo al mondo pubblico ciò.




Uèuè, aproposito di sognare ad occhi aperti:
Zano diventa il famoso fumettista che DEVE diventare ed a seguito del successo diviene anche autore, produttore, redattore e chipiùneha... (sbrigati!). Un giorno mi telefona e mi dice:
"Ho una proposta, facciamo il giornalino di The Boveman?"
(Il titolo mi arrapa, sa di horror e mi ricorda Boogeyman; mettiamo subito in chiaro che l'ho inventato io).
Io rispondo: "Ovvio, anzi, era ora: l'ho scritto nel mio blog ancora nel giugno del 2011...". E poi?
E poi il giornalino vende come più non si può, diventiamo ricchi come arabi, compriamo ogni ben di Dio, compriamo lo stesso B. ai suoi genitori che ci fanno un prezzo "da amico". La brillante idea è subito dietro l'angolo: mi compro pure la mia M. e in una notte di luna piena li impasto insieme e vedo cosa salta fuori.

"Jamme belle Bò, facce a grazzia, facce stu mmiracolo!"

martedì 21 giugno 2011

Leggings Shorts (ma pure Jeans Stretch&co)

Certo, il presupposto è che so’ cazzi di chi li porta, eppure me ce metto pur’io.
Lo faccio per ricordare che, per buongusto e rispetto di se stessi, non dovrebbero evitarli soltanto le donne che poi paiono delle mortadelle, ciò nondimeno tante altre.

  • Cani e porci hanno scritto riflessioni sui leggings.
  • Tutti concordano che i pantacollant siano pezzi praticamente importabili.
  • Tutti biasimano e criticano a dovere ragazze o donne che li indossano e non dovrebbero.
  • Tutti fanno considerevoli risate davanti a immagini come queste:

Immagine volutamente kitsch
  • Tutti schiacciano “Mi piace” al gruppo facebook “I leggins non sono dei pantaloni. Diffondi anche tu la notizia” (Mi piace: I leggins non sono... )
  • Tutte invidiano Daisy di “Bo e Luke” (un motivo ci sarà…).
Ma poi, senza effettuare alcun esame di coscienza, uno stuolo di persone si recano dinnanzi al loro guardaroba, con nonchalance indossano un paio di pantaloni modello “seconda-pelle” e, nel 90% dei casi, vanno ad unirsi al plotone che per praticità definirò “a cipolla” (ovvero, di quelli che fanno venir da piangere).

Immagine volutamente kitsch


Partendo dal presupposto che:

  1. non è necessario acquistare ma soprattutto indossare un capo solo perché è di "moda”.
  2. seguendo la suddetta “moda” non si acquisisce in automatico il buongusto.
  3. è sempre necessario chiedersi: chi detta tale “moda”?

Un buon punto di partenza è:
  1. I leggings NON sono pantaloni e non dovrebbero essere indossati come tali (eventuali eccezioni confermano cosiffatta regola).
  2. I leggings donano a chi è magra, alta, slanciata, ha il bacino stretto, le caviglie sottili, sedere e cosce sode.
  3. I leggings mortificano chi è robusta, formosa o semplicemente non longilinea, ha caviglie grosse, fianchi larghi o nient'altro che normali (perchè fanciulle snelle vogliono sembrare culone da macello?)
MA ANCHE CHI
ha le gambe storte, è magra e ossuta, ha le gambe troppo sottili (risulterà anoressica), ha le gambe corte, ha le gambe magre coi fianchi troppo larghi (tra le cosce ci passa il treno).
Altro limite si chiama Età

Tenere presente l'unione celestiale per eccellenza:
Leggings + maglietta corta + INFRADITO
Su ragazze molto magre e prive di colore quest’abbinamento da l’impressione di pigiama squallido su malata terminale

Due riflessioni e due calcoli mi portano a ragionare sul fatto che forse sarebbe sì grandioso fare il cool hunter, però al contrario.

In sintesi, per potersi permettere di indossare i capi in questione, sono caratteristiche necessarie:

gamba magra - gamba lunga - gamba tonica - gamba dritta - caviglia sottile - no cellulite -no accumuli di adipe - no polpaccio da calciatore  - no senza polpaccio - no cuscinetti - no corpo flaccido – no gamba scheletrica – no gamba informe – no coscia corta

In + per gli shorts:

no smagliature – attenzione all’incarnato

E quante cose avrò dimenticato di citare?!?

Concludo con lo spunto per un incubo:
L' uomo con i pantaloni strech: ne vogliamo parlare? (no)


Sto bene rossa?

L’idea era quella di “fotociòpare” i capelli, per provare la tinta rossa, ma visto e considerati:

  1. la mia posizione nell’ambito domestico
  2. il periodo transitorio, ricco di novità quantomeno perverse
  3. l’esorbitante numero di potenti flatulenze che esplodono nel cervello della B.
il tutto incorniciato in una spastica giornata, hanno generato questo:

Montaggio su d'un manifesto di cui A. mi fece virtual dono.

Che dire? Non mi resta che fare ammenda, purificarmi con un

“Ammen Ammen Ammen Ola Scichiria Saianda”

"Il signore sta pe' ritornando" (G.G.V.)


e tinteggiare il mio volto col colore che merito:


Rosso Lucifero, Rosso penitenza


Vedermi  color del demonio ha l’intento di farmi rinsavire e tornare sulla retta via poiché:
 “E l’uomo all’uomo un diavol tentatore, e l’uomo all’uomo un nume salvatore.”
E, a dire il vero, solo rimirando l'anteprima di questo post, mi sento già più timorata.

Signori tutti, ricordare sempre che Lucifero+Proverbi genera:
“Il diavolo, dove non può ficcare la testa, ficca la coda”
Ed anche:
“Chi ha paura del diavolo, non fa roba”.

domenica 19 giugno 2011

Dove c’è M. c’è casa.

Maglietta ispirata all’Italia politica; sì, perché M. rappresenta la nostra patria nel mondo.
Oppure è il contrario e, purtroppo, anche viceversa.


D’ispirazione “moschiniana”, la maglietta risulta una valida alternativa ad un indumento intelligente (rifacendomi a Luttazzi-Luisella).
Il mio blog non è, invece, ispirato a Moschino, resta comunque una valida alternativa ad una lettura intelligente.
La citazione sul retro della ‘blusetta’ (:D) è ovviamente farina del sacco della M. Marinata, solo ch’ella l’aveva applicato ad una situazione disgiunta dalla politica.
Io trovo invece che s’adatti a pennello alla nostra povera Italia putrefatta.

Alzino la mano tutti coloro che, pensando a questo nostro paese, non si sentono le ossa scombussolate.

Bramando un soundtrack per l’immagine, volevo ricollegarmi a quello “shock” che compare nel pensiero della M. e, l’unica canzone che mi viene in mente è Bandolero Paris Latino (1983).


Cercandola sono incappata nel testo che colgo l’occasione di pubblicare vista la sproporzione tra l'immotivata lunghezza ed il succo del contenuto.


Que bueno que rico que lindo
Paris Latino
Que bueno que rico que lindo
Paris Latino
Bandolero rock
Bandolero shock
Bandolero rock
Bandolero shock
Que bueno que rico que lindo
Paris Latino
Que bueno que rico que lindo
Paris Latino

Joséphine blanche, robe rouge et noire
Danse avec le reflet du miroir
Arrivé direct from Mexico, Don Diego de La Vega
Z comme Zorro
Ça se bouscule dans les couloirs
Les poseurs, les voyeurs
Tous ceux qui aiment s'faire voir
Tout le monde est là
Même ceux qu'on n'attend pas, la playmate du mois
Miss Cha Cha Cha

Oh Miss Cha Cha Cha
Miss Cha Cha Cha
Miss Cha Cha Cha
Que linda esta
Au milieu de tout ça, il y a nous, il y a moi
Et (don't forget me, I'm doctor B)
Verre sur verre de Cuba Libre
(Don't forget me, I'm doctor B)
Verre sur verre de Cuba Libre
(Doctor B… that's me)

Yes, yes show
You don't stop
Come on come on
Let's see rock rock
Yo lady don't you see
You better watch yourself with Doctor B

Que bueno que rico que lindo
Paris Latino
Que bueno que rico que lindo
Paris Latino
Bandolero rock
Bandolero shock
Bandolero rock
Bandolero shock
Que bueno que rico que lindo
Paris Latino
Que bueno que rico que lindo
Paris Latino

Joséphine blanche, robe rouge et noire
Amoureuse folle du reflet dans le miroir
Reparti direct to Mexico, Don Diego de La Vega
Sa cape son bandeau
Plus personne dans les couloirs
Les poseurs, les voyeurs sont allés se faire voir
Odeur de tabac, de cendriers froids
Les parfums sucrés de Miss Cha Cha Cha

Oh Miss Cha Cha Cha
Miss Cha Cha Cha
Miss Cha Cha Cha
Que linda esta
Au milieu de tout ça, il y a nous, il y a moi
Et (don't forget me, I'm doctor B)
Verre brisé de Cuba Libre
(Don't forget me, I'm doctor B)
Verre brisé de Cuba Libre
(Doctor B… that's me)

Yes, yes show
You don't stop
Come on come on
Let's see rock rock
Yo lady can't you see
You better watch yourself with Doctor B

(Party!)
I'm gonna make you move, (get down)
I'm do the let us groove, (don't stop)
Just kick off the shoes (hit the top)

And begin to groove (party!)

I don't waste no time (get down)
I get drunk on wine (don't stop)

It's time to score (hit the top)
So what you're waiting for

Now it's my time to rap for you
So let's go to the show shack room
It won't take much time
But have in mind
That we're a brand new band
And we're so divine
No time for rock n' roll
Cause roll don't rock
And rock don't roll
We got some hot that'll hit the spot
Something brand new but not made of rock
We're gonna rock the East, we're gonna rock the West
We're gonna rock the girls and put them to the test
And we'll rock you, but don't forget
That what we make is designed to be best
Get down!

sabato 18 giugno 2011

Zenzero, zenzero, vaffanculo!

Una radice e potenzialmente una figata.
Lo zenzero è energico, afrodisiaco, stimolante della digestione, grande nemico di dispepsia, flatulenza e meteorismo!
Alimento sano dalle mille proprietà benefiche, sulla bocca di tutti quindi estremamente à la page(!), passepartout dell’arte culinaria.


Come tanti ingredienti che mai hanno fatto parte della cucina italiana, ora invece che essere una scoperta

(MAI ammettere che si è arrivati per secondi!)

è da dichiararsi pilastro portante delle nostre ricette (vedi “polenta di cumino allo zenzero e osei al cardamomo”).


Il discorso comune è “Senza zenzero non vivo”, e la battaglia è "Chi ne fa maggior uso", di conseguenza parecchie persone sono disposte a dichiarare che lo adoperano quotidianamente come plug anale, pur di sostenere che lo mettono ovunque. OVUNQUE.

Secco e macinato mi piace, magari anche con della cannella e/o della noce moscata.
Grattugiato in acqua bollente dolcificata con miele, è una deliziosa tisana.
Ma la radice fresca grattugiata in un impasto che genera biscotti e muffin NO!
Ripeto, NO.
E poi con una cottura a 180°, lo zenze’ ha rilasciato sì tutto il suo profumo… ma pure il suo sapore.


Entrambi i dolcetti impastano la bocca e sono definibili una disgrazia per il palato. Mi piace celebrare con delle foto i miei fallimenti culinari ed è cosa che desidero fare più spesso!
Ringrazio ancora una volta la mia “nuvola dell’impiegato” gastronomica, grazie alla quale continuo a produrre piatti buoni sì, ma per fertilizzare il giardino.


Soundtrack eccellente di Elio e le Storie tese:


venerdì 17 giugno 2011

Casa mia Casa mia per amena che tu sia, a me me pare ‘na prigionia.

In primis, non è casa mia.


E’ nella dimora della cara mammina che avvengono questi scempi.
Ed in realtà avvengono, per così dire, a metà perché nell’idea di casa trash a mio parere i centrini vanno di pari passo con le pattine, il cellophane sui divani e magari anche la “gondoleta luminosa*”. Beh, non è detta l’ultima parola, visto che la settimana scorsa stava per appendere in soggiorno un pupo siciliano…


Il fatto è che i massacri capitano, ed ogni giorno si dà un calcio in bocca a sobrietà, grazia ed armonia in capo arredo: “Camera adorna, donna savia” (proverbio del cazzo).


Posso considerare che non sia cattivo gusto, bensì una forma di ironia, ma in tal caso son tante battute di merda.
Sicuramente è una situazione voluta, pensata e confermata negli anni.

E’ un feng shui al contrario.

E “Casa compita avrem nell’altra vita”, serve a rallegrarmi un bel po’.


In ogni caso, i centrini (all’uncinetto o ferri) sono uno dei miei chiodi fissi, pilastri portanti del genere pacchiano: a mio parere andrebbero vietati per legge.
Sogno spesso questi strumenti del demonio mentre vengono messi al rogo in un falò purificatore, e nel sogno io piango di gioia.


Protagonisti del post di oggi gli eretici abomini che ho fotografato nella disposizione della giornata di oggi.




Concludo con un proverbio verità:

“Quando uno è stato a casa del diavolo, sa ciò che vi avviene.”


Post gramo vuole colonna sonora. Aggiudicata:


 


* “gondoleta luminosa”: turpe souvenir di Venezia