Chi è che, vedendo i Teletubbies non pensa subito a Shatf?
Magari il primo pensiero è “che pietà”, però il secondo rimanda alla Blaxploitation.
(fusione delle due parole inglesi black-nero ed exploitation-sfruttamento)
è stato un genere di film che nacque negli Stati Uniti, nei primi anni settanta, quando molti film d'exploitation furono realizzati a basso costo avendo come pubblico di riferimento gli afroamericani.
Il termine blaxploitation è stato sempre contestato dagli attori e dai registi che ne presero parte, perché considerato offensivo e poco valorizzante.
E anche se Tinky Winky non somiglierà mai a Pam Grier, magari seguendo gli episodi salta fuori che trattano anch’essi di “Pupe calde e mafia nera”.
E senza troppo indugiare, non nego, la verità è che se non li lego strettamente a qualcosa di affascinante restano solo i raccapriccianti inutili bambocci squallidi, patetici ed intriganti che sono.
La mia missione di oggi è spacciarli per prodotto chic, quindi li circondo di soul e funk e guardandoli mi viene subito voglia piangere.
Come avrebbe cantato Isaac Hayes:
“They say Teletubbies are bad mother...
SHUT YOUR MOUTH!
I'm talkin' 'bout Tinky Winky.
THEN WE CAN DIG IT”
Mi è d'obbligo lasciare un soundtrack dell'immagine:
Errata corrige:
Nell’articolo precedente (09/06/11) va segnalato che la foto “per le patenti” era da dedicare ad A., e non a L.

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