Anatomia del disturbo ossessivo-compulsivo.
Le ossessioni sono idee, immagini o pensieri intrusivi e angoscianti; sono accompagnate da emozioni spiacevoli come l’ansia e il disgusto, da dubbi, dalla sgradevole sensazione di non aver fatto qualcosa o di non aver agito nel modo giusto. L’evento attivante in genere solleva un dubbio che è l’elemento fondamentale del disturbo ossessivo-compulsivo.
Sei la mia malattia, senz’ombra di dubbio.
Ti ho trovato casualmente e mentre leggevo i post mi si apriva dinnanzi agli occhi un mondo fatto di astrattezza, disturbo, “impressionismo tedesco”, letizia, disordine.
“io mi conosco e posso affermare con certezza che io nell'umanità, come attitudine alla vita e approccio agli eventi intendo, ci credo, ci sono dentro, la cerco ma certe volte, con certi esseri umani davanti agli occhi e nelle orecchie.. uhm.. quanto è difficile non pensare anche solo per un'istante che forse io non sono adatta per questo mondo.. forse semplicemente sono troppo ingenua. ma questo non cambiare ciò che sono e come sono."
Una rivelazione che mi spinge a definirti una Musa ispiratrice e che mi proibisce di pensare, visto che t’hanno pure dato una laurea, che le Università italiane sono giunte austeramente alla frutta.
Nessuno mi fraintenda, tu fra gli ignoranti sei una perla, un prodotto di nicchia per intenditori.
“per quanto la strada nuova possa essere davvero quella giusta (e lo è veramente), se la imbocchi perchè è quella che ti para il culo, ovvero se vuoi scamparla devi farlo, e non perchè riconosci che devi decidere per il tuo bene di chiuedere con il passato, allora comunque alla fine è inutile. non cambierà niente. io me lo auguro e te lo auguro però forse ha ragione nonna.. chi nasce tondo, non muore quadrato.”
Sei verità, sei un assillo, un giubilo, un gaudio e desidererei sputare in faccia a chi ti ha spinto a smettere di scrivere; vorrei cancellare l’evento o la pigrizia che ti mossero a cessare di forgiare gioielli di astuzia.
Le risate che mi hai fatto fare sono state ricche, grasse e tante; almeno quante i punti interrogativi che crescevano in me mentre sprofondavo nella lettura dei tuoi sproloqui.
Viste le poche certezze che ho a questo mondo, resta il terrore che accompagna il dubbio:
“e se avesse ragione lei?”
Dedicato a te, M.


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