venerdì 3 giugno 2011

Il mio regno per una t-shirt

Fino a che punto può essere d’ispirazione una semplice e pulita t-shirt bianca?
Beh, molto. Sì, parecchio. Direi tanto.
Per chiunque è simbolo d’un inizio, un principio, è il fotogramma d’una partenza, la mattina d’un buongiorno ed è un concetto globale primitivo(minchia).

Oltre non riesco ad esprimere perché, non so, infondo non sono fatta per rispondere a tutte le cazzate che mi passano per la testa.
Prima o poi mi dovrò domandare anche fino a che punto posso tirar lunga sta storia dei pensierini inconcludenti che partono da visioni futili e poi vanno a capo di nulla; di contro è anche possibile proseguire ed io con la mia vita sono la prova vivente del “successo” (!) di questo perverso meccanismo.

AVVISO I per i lettori
(specialmente per coloro che mi conoscono di persona)
tutti coloro che stanno annuendo con sdegno o con una risata ricordino che
“Ognuno piglia le proprie oche per cigni”
E pure
“Abbiamo acqua abbastanza, disse il fiume quando giunse al mare”
(Questo secondo proverbio è una chicca riservata a nobili conoscitori)

AVVISO II per gli stessi lettori sopracitati:
il non avere inteso il senso ed il nesso dei proverbi riportati vi serva come rivelazione della vostra dappocaggine.

Forse dunque più che farmi pagare per le stronzate che dico, dovrei pagare io qualcuno che le ascolti e che a seguito di un “Ottima domanda” mi risponda soddisfacendo la mia curiosità, per quanto relativa.

Reiterando il discorso introduttivo, rimembrando ancora una volta il mio incanto dinnanzi ad una lattescente t-shirt, oggi voglio proporre questa:


Tutto è partito dal voler esaltare un valido attore, simpatico protagonista d’un vecchio telefilm che si basava su un’idea geniale. Per lodarlo al meglio ho voluto paragonarlo ad un personaggio trash che con lui ha il comune SOLO la statura (espressa in millimetri).
Mostrerei volentieri e con orgoglio a B. questa maglietta e, vista l’occasione e considerata la stima che gli riservo, lo inviterei a degustare un tè al gelsomino accompagnato da (ciò che mi ricordò il saggio A.) dei Bëker.


Quasi dimenticavo, per chi non lo sa, i Bëker sono gli Strons col sëker (= stronzi con lo zucchero)

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