lunedì 27 giugno 2011

Per quest’anno non cambiare stessa spiaggia stesso “amare”.

Il discorso nasce dal matrimonio tra l’estate che ci sta abbracciando (=mare, vacanze, e quant’altro) ed un colloquio che feci con A. sabato sera.
Quella sera in un veloce scambio di battute si parlava anche di quanto le persone oggi accettino l’omosessualità e, una volta stabilito che la gente pian piano si sta abituando(...), considerammo che però continuano ad esistere “spiagge gay”.
Nessuno s’indigni, in verità è scelta degli stessi omosessuali che preferiscono usare la spiaggia come luogo d’incontri certi nonché, talvolta, per praticare anche un po’ di nudismo.
Resta il fatto che forse è complesso per un gay approcciare con qualche uomo senza la certezza che anch’egli lo sia.
Immagino che si possa restare sempre e comunque dubitanti visti fenomeni come razzismo e omofobia, oppure esaminati tutti coloro che strillano ai quattro venti la loro apertura mentale ben sapendo che lo fanno perché consapevoli della loro ignoranza: mai accetteranno alcuna diversità, contorti miserandi.
Non so, non sono gay ed inoltre io del prossimo me ne son sempre sbattuta le balle.

Comunque, come in quella stessa serata promisi ad A., per venire incontro alla mia voglia di pittogrammi ed assecondare diabolicamente i folli affetti da anti-omosessualità-cronica ho elaborato ciò:

"... ti dirò, il collare con guinzaglio è molto più etero che gay... "


Poi, non soddisfatta, per verificarne la validità ho piazzato il tutto su di un cartello posto in una spiaggia per veder di ricostruire una scena tipica.


Riferimenti fatti o persone sono puramente casuali


Adoro il pittogramma inchecchito e mi spezza il cuore il suo "sorriso capovolto", ma la sua borsa resta una bomba e denota che sto tizio sa il fatto suo.
Nessuno s’illuda: è solo dal mio punto di vista che i gay che vanno al mare sono auto dotati di zatteroni di Dolce&Gabbana.

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