martedì 30 agosto 2011

Non svegliate il can che dorme!

Oggi propongo due disegni con poco significato ed ancor meno validità, che servono solo ad accompagnare la mia vera creazione: le scritture.
Nate a seguito di una parentesi noiosa riferitami da L., con esse voglio e spero di riuscire a celebrare il mio consenso verso il poeta A. Ginsberg.

In fine mi tocca anche ringraziare i ruderi del mondo che mi hanno ispirato, senza la cui presenza non avrei mai espletato questi miei concetti.

SAGGIO


Ciò che considero ora è che al mondo esistono genti che hanno la concessione di saggiare oniriche frangenti che io mai potrò.
Vedere luoghi vergini, incantati ed inesplorati su navi prodigiose che attraversano acque spermatiche con le quali Loro possono dissetare la loro insania; imperversare laddove la geografia è atipica e la natura riserva, crediamo, fenomeni sovrannaturali, pur restando dinnanzi ad abissi tutti italiani; guadare passaggi di merda di quest’Italia che a noi, maledetto demonio, non appartiene; poter acquistare anche un discreto numero di pittoreschi abiti circensi che contengono sorprendenti storie di zie che hanno la gratificazione di un climaterio precoce; sciare su nevi primitive assaporando climi lunari ed a seguito fare incetta di lazzi che noi tapini nella nostra miseria non comprendiamo, pur restando, ovviamente, incatenati alla nostra bandiera; essere tiranni della propria psiche ed assecondare la schizofrenia che allieta giornate laboriose, fatte di sudore e di stipendio; trasformare una chiavata in un oneroso dramma rapsodico da superare con un balsamo e da risolvere da un fabbro.
Ciò che considero ora è che io mai ebbi perno per ficcarmi a godere di una qualsiasi di queste perle eppure mi chiedo: potrò mai essere lo stesso una “mita”?
Franc.


COMPOSIZIONE


A Bennitas, oziosa perdigiorno,
torturata da aborigene perverse che, Lesbiche, vogliono soggiogare la selvatica amata dandole immotivate ragioni, avendo cognizione d’essere vittime di irrazionali imbarazzanti capricci di bimbe rognose per indole depresse.
Ragioni donate a priori, senza disdegnare l’essere portare a guinzaglio come accessori goderecci da esibire, simboli di potere.
Senza vomitare davanti al Cazzo, per non essere tradite dalla loro sete già quasi indiscutibile, per il terrore di essere scostate con disprezzo da affiatamenti condizionati al vantaggio, non potendo più fiutare la passera che le piega e sputa sulla loro dignità.
Indigene che nella loro particolare natura spigliata insegnano che si deve gradire, masochiste, sana corpulenta ironia quasi quanto sanno sottomettersi alle abbienti schizofreniche larve della società.
D’altro canto è satira ricca, espressa seriamente al meglio: meglio di una futile perdita di tempo, meglio di un compiacimento sui capelli, meglio davvero.
Umorismo fatto in questo passo rivoluzionario che non porta alcun “gli” o “nè”.
Anima mia,ricca di noia, trova conforto dinnanzi a Cagne inferocite, ma ingenue, sicure della propria mira che si scagliano e bramano soccombere di peso su chi prova a tutelare con troppa correttezza.
Se ora esse si pentono poco importa: nelle migliori lezioni si insegna che prima dovevano scervellarsi, per considerare il veleno che sanno sputare esseri umani stanchi come me, che sparano poiché credono che il proprio rigetto non finisca nell’indifferenza.
In maniera maniacale è necessario “difendere deboli ed istruire illetterati”, anche se questo è solo un fuggevole punto di vista.
Franc.

domenica 28 agosto 2011

Il bacio G. - Punto -

Quale artista non ha nel suo curriculum almeno un “Bacio”?
E’ un opera fondamentale, colonna portante dell’arte.
A dire il vero in quanto quadro vero e proprio, quindi non in computer grafica, un progetto l’ho in mente da non so quanti anni.
Ovviamente non l’ho mai realizzato.

Procedendo oltre, il tutto sboccia grazie alla presenza di questo nuovo amico, G. che abita a Chalkís, con il quale ho avuto modo di osservare la scrittura greca.
Bellissima, grafica, antica, assolutamente incomprensibile e che mette in crisi anche i traduttori simultanei. Quando propongo frasi a google translator mi compare la scritta “Ma, ghe n’eto altre?”(= non credi di esagerare?), poi sistematicamente mi traduce una marea di cazzate.

E pensare che mio fratello avendo fatto il liceo classico ha pure studiato il latino ed il greco. Si, vabbè una frase assolutamente paragonabile alla tipica:
“Ah, sei greco? Pensa, un mio amico è stato in vacanza in Grecia”.
(Quest’ultima l’ho pure detta realmente a G.).
Tutte espressioni che, come dice giustamente A., “lasciano il tempo che trovano”.

Accidenti, troppe tematiche da affrontare, troppe sintesi da imporre: qui la pochezza del mio cervello potrebbe anche rendermi arrendevole...
Torno al concetto principale prima di cedere, anzi, unisco i due punti, così faccio prima.
Il Bacio + Scrittura Greca

Vedendo scritto “Buonanotte, baci” mi ha colpito una scritta che contiene un disegno molto chiaro ed esplicativo.


La faccio breve.
La verità è che ho preso i caratteri di una scritta oscura, li ho rigirati ed ho reso un concetto chiaro a tutto il mondo.
Praticamente estro e genio si sono fusi in una persona così ricca di creatività da fare schifo: sono io.

venerdì 19 agosto 2011

Ceci n'est pas une blague

“Più che un quadro un rebus. O un trattato filosofico. O una riflessione che gioca molto seriamente con i meandri del linguaggio… Così quell’affare, che non è ciò che sembra, sfida il modo comune di guardare la realtà. E magari anticipa pure certe istanze dell’Arte Concettuale…”

A mio parere avrebbero potuto o potranno scrivere un saggio anche sulla mia opera.
Io, sì, ho preso evidente spunto dall’opera di R.Magritte ma, secondo tutto il concetto principale, NON ho preso alcuno spunto da nessuno. Illustro:
Di “Ceci n’est pas une pipe”, scrisse il filosofo M. Foucault nel saggio omonimo:
“Paragonato alla tradizionale funzione della didascalia, il testo di Magritte è doppiamente paradossale. Si propone di nominare ciò che, evidentemente, non ha bisogno di esserlo (la forma è troppo nota, il nome troppo familiare). Ed ecco che nel momento in cui dovrebbe dare un nome, lo dà negando che sia tale.”


"Ceci n'est pas une sac a poche"

Chiaro. Creare grandi paradossi grazie ad una didascalia, negare cose evidenti, lasciare che un tizio stenda tutte queste ovvietà in un saggio, ed il gioco è fatto! Un gioco pericoloso che sembra un circolo vizioso o un labirinto senza via d’uscita.
Ma da qui la fama e la gloria.

In verità io ho anche più meriti di René, perché ho fatto un lavoro grafico che nella Sua opera manca eccome!
Perbacco, io ho composto il tutto con quattro lettere che rappresentano una forte tematica filo conduttore di un periodo.

Ma cosa avrei dovuto fare per superare il maestro? Disegnare il tutto col mouse infilato proverbialmente nel… Acciderba, no (e piovano meriti per l’onestà) non ne sono capace, ma c’ho provato (+ meriti per lo sforzo). Oppure no (+ meriti per lo spiccato senso surrealista).

In ogni caso non smetterò mai di domandarmi se anche la mia idea platonica è anch’essa aleggiante nell’iperuranio, o è solo un dispositivo per confondere ancor di più chi guarda?

Qual è insomma la vera tasca da pasticcere? C’è una tasca da pasticcere? Nessuna delle due ovviamente.

- Altro sano surrealismo -

A proposito, ho anche letto:
“Il messaggio di Magritte è infondo abbastanza chiaro, ovvero: attenzione, rappresentazione non significa realtà, l’immagine di un oggetto non è l’oggetto stesso! La pipa del quadro non si può fumare così come le mele delle nature morte non si possono addentare…”
E a mio parere questo poteva anche bastare.
Eppure.

martedì 16 agosto 2011

Κάρολος

Una buona premessa può essere: creare un signore dAda è una missione; chi non capisce questa cosa è decisamente misero.

Poteva essere un omino che vuole incarnare la figura dell’italiano medio in cui si potrebbe, volendo, riverberare l’osservatore.
Certo, ma consideriamo che la società di oggi è costituita da una maggioranza di 'mussi': somari convinti di essere manager incalliti perennemente in carriera che non possono assolutamente rappresentare l’italiano medio.

Sarebbe dovuto essere un eroe, ma non ho avuto potenza creativa tale da sviluppare un fiero paladino.



Dallo sguardo pare pigro e mansueto, il ritratto d’uno spettatore annoiato. Mi piace.

Però un po’ di carattere, o almeno un po’ del solito “prestigio” che occorre dare al post, arriva da piccole ispirazioni tratte da “Andy Capp” (qui in Italia “Carlo a Alice”).
Ecco perché “Carlo DAda”.
D’altra parte, per un’approssimazione del naso e un berretto scozzese, a me ricorda questo celebre ubriacone, sposato con una donna che lavora e sostiene il peso di un marito fannullone che passa tutta la giornata a dormire sul divano e la serata al bancone del pub a bere birra.




Il mio non ha alcuna rissa a carico e gli manca una donna. Può darsi che provvederò.
Può darsi.

lunedì 15 agosto 2011

“L’asino che ha fame mangia ogni strame”

La mia tavola-montaggio è in omaggio all’amico L. che ha sempre desiderato essere asino, forse al fine di giustificare scarso impegno e con il desiderio di una “virilità più accentuata”.

Spaghetti allo Scoglio in segno di protesta verso la "Casa dell'Affettato"

Non solo, forse a far notare che a tavola sa adeguarsi, dal momento che, come dire, “il convento gli passa ben poco”.




Per ricondurmi al post precedente non potevo fargli mancare il pollice in su che manifesta gagliardissimo un “Mi piace” che va ben oltre le carotine.
Magari va dov'è volato il mio pensiero e, per dar tono al post, non mi resta che citare un piccolo passo del dramma di Collodi (ripeto e sottolineo Dramma) l’originale Pinocchio che nei toni poco ha a che fare con quello Disneyano.

"E mentre dicevano così, si piegarono tutt'e due carponi a terra e camminando colle mani a coi piedi, cominciarono a girare e a correre per la stanza.
E intanto che correvano, i loro bracci diventarono zampe, i loro visi si allungarono e diventarono musi, e le loro schiene si coprirono di un pelame grigiolino chiaro, brizzolato di nero. Ma il momento più brutto per que'due sciagurati sapete quando fu? Il momento più brutto e più umiliante fu quello quando sentirono spuntarsi di dietro la coda. Vinti allora dalla vergogna e dal dolore, si provarono a piangere e a lamentarsi del loro destino.
Non l'avessero mai fatto! Invece di gemiti e lamenti, mandavano fuori dei ragli asinini: e ragliando sonoramenete, facevano tutt'e due in coro: j-a, j-a, j-a."

Bellissimo. Se posso un unico appunto, io avrei scritto j-o.
Ho trovato un detto che pronuncia “Asino e mulo, cavalcali sul culo”.
Ok, ma quale sarebbe stata l’alternativa?

Ultima cosa che ho da dire “Io più che Ferragosto preferisco Ferragamo”.

domenica 14 agosto 2011

That’s the way

Il Pittogramma in questione è tratto dall’icona facebook “Mi piace” (Like), quella che schiacciandola, ci fa sembrare simpatici agli occhi di conoscenti ed amici, quella stessa che ci rede colti intenditore o che ci schiera da una qual si voglia parte; tutto questo senza formulare il minimo pensiero e trascrivere manco l’ombra d’un carattere.


Diciamo che tutto ciò non ha nulla a che fare con “Chicago” sul tuo “mi piace”, e non è riferito ad individuo alcuno, ma è una pura coincidenza.
Sì, perché quel pugno col pollice su somiglia tanto tanto alla sagoma d’un wc, ed è casuale, ma mi domando se sia una di quelle fatalità che deve farci riflettere.

Il Pittogram-man se ne sta seduto comodamente e legge un giornale sul quale si pubblicizza il mio Facebuk nel banner in ultima pagina, il che senza dubbio fa intuire che sia un blog di grande utilità per quanto riguarda la regolarità intestinale, innegabile fondamento del benessere.

Ultimo punto è: sono pienamente soddisfatta dei post (ARTICOLI!) che scrivo e penso a quanto ingiuste e stronze furono le mie insegnanti che in passato hanno sempre trovati scadenti i miei temi. (miseri temi a seguito di titoli degni di una laureata nelle università italiane…).


“Say O.K. That’s the way, that’s the way
Say O.K. That’s the way, that’s the way
That’s the way, I like it
That’s the way, I like it
That’s the way I like it
That’s the way I like it
That’s the way I like it
Say O.K. That’s the way, that’s the way
Say O.K. That’s the way, that’s the way”
KC and the Sunshine Band, That’s The Way (I Like It)
Album: KC and the Sunshine Band (1975)

mercoledì 10 agosto 2011

A mali estremi, estremi rimedi


Amici virtuali, conoscenti nella rete, ex compagni di classe, compari di disegno Pentitevi.

Io mi do da fare, mi applico sul serio per distribuire sano e creativo gaudio in tutti i modi, e voi non mi siete riconoscenti, appannando così la mia validità. Sacrilegio!
Merito molto di più.
Ricerco persino personaggi caratteristici, svendo l’immagine di quel – pare - cialtrone del dottor Simoncello. Pare, poiché nella foto a me sembra uno stimato medico chirurgo ed inoltre sarebbe un classico il caso della gelosia manifesta verso un medico che scopre prodigiosi farmaci contro l’impotenza.
Tipico.
Farmaci.
- gemito -
Leitmotiv dei giorni nostri; obbligatori, fondamentali, strettamente indispensabili per arrivare a fine giornata.
Clisteri per tutti, perette a volontà!
Per chi non lo sapesse è assolutamente necessario monitorare costantemente la propria temperatura, nel dubbio che non ci sia in circolo un prepotente virus, demonio che lavora in silenzio contro la nostra instancabile forza.
E’ illegale non assumere antibiotici, per una settimana minimo, almeno una volta ogni due mesi.
E’ peccato non rendere grazie alle case farmaceutiche.
Blasfemi tutti coloro che non ingeriscono due cucchiaiate di medicamento in concomitanza con uno starnuto o simile.
A tutti coloro che hanno annuito durante la lettura di queste poche righe e comunque rivedono in esse la descrizione del proprio atteggiamento, ricordo che se non avessero lo sciroppo in casa, possono tranquillamente sostituire con l’ammoniaca, ancor più potente contro germi e batteri.

E allora, avanti, vengano festeggiati tali chimici conforti:

L'antidepressivo


Sì, sì, va bene,
ma se E.Z. non rende giustizia al mio lavoro, non mi resta che farmi notare con una nuova pubblicità ed un nuovo prodotto, per dirgli che sono rimasta turbata.
Io lo rendo popolare, ma lui mi snobba.
E quel che è peggio non rende gloria allo stimato dottor professore.
Saprà capirmi, nel mezzo di un bombardamento?



Il lassativo


Il vecchio provebio dice:
“Chi piglia medicina senza male, consuma l’interesse e il capitale”

martedì 9 agosto 2011

Otto più


Tutto ciò per spiegare ad un’amica distratta che 8 sommato a O da’ come risultato il volto di uno smail (emoticon) basito che dinnanzi a certe pubblicazioni non trova parole.
J
Può essere in senso positivo o negativo, sarcastico o ironico a discrezione del pizzaiolo o di chi ne fa le veci. (8O)
Alla fine, s’era già detto, gli emoticon dovrebbero essere vietati a coloro che hanno superato i diciotto anni. (:b)
Considerando varie ed eventuali, beh, in primo la gente “non trova le parole” (colpa), poi mettici che teme di essere fraintesa, visto che non si tratta di un vis-à-vis (attenuante). (:D)
Tirando le somme: da consentire con moderazione? (:|)
Non so ma, a rischio di farmi decapitare come bimbaminkia (:/) ammetto che non riesco a resistere all’otto più o. (:S)
Inoltre, dopo aver ricavato The Scream, vabbè, non c’è storia (BQ)

Notte (;*)

lunedì 8 agosto 2011

L’occasione fa l’uomo dAda.

D’accordo, ma qual è l’occasione?
Beh, l’occasione nasce da uno scambio di messaggi con un mio ex insegnante di Grafica dell'Istituto d'arte, ritrovato grazie a facebook.

Ok, l’occasione è un complimento o considerazione fatta appunto da P.B. al quale per altro do del 'voi' come compromesso tra lui che non gradisce che io mantenga la formalità con il ‘lei’, e me, che non riesco a dargli del ‘tu’.
E ciò prova quanto sia bacchettona vecchio stampo ora rispettosa del corpo docenti (solo alcuni) tanto quanto non lo fui in passato; poi è grande protesta verso la pochezza dei giovini d’oggi.

Dunque, quest’occasione? Pertanto, P.B. mi interpellò via messaggi:

“Francesca ci sei con tutto il tuo mondo surreale?"

Pareva quasi mi attribuisse una forma di autismo. E come dargli torto?
Seguitò con:

"… Spesso le tue trovate surreali mi divertono molto, sei una neo dAdaista (che ti piaccia o no la maiuscola di proposito e' sulla A).”

Certo, quello 'spesso' poteva anche essere un 'sempre', ma qui ho a che fare con un severo e pretenzioso giudice.
Queste osservazioni, poichè fatte da un addetto ai lavori, vengono da me subito prese, strillate ai quattro cantoni e, spero al più presto, ingigantite.
Ma, prima di tutto, assecondate. Doveroso dare prova della mia potenza grafica.
E sia.

Punto di partenza celebrativo.


P.B. scrive: “Non solo approvo ma ne sono entusiasta. Una stagione, un gelato, il piacere visivo di una grafica colta… che altro.
Sarei onorato di rientrare tra i primi firmatari del manifesto neo dAdaista.”

Eccheccazzo.

domenica 7 agosto 2011

Appunti di algebra

 ={Ø, [monogram], [LV], [speedy], Ω}

L’insieme Il monogramma
  Il sottoinsieme   Louis Vuitton
    Il sottosottoinsieme  Il bauletto Speedy

Spero che a licenziare interminabili discorsi basti  il mio ultimo prodotto di pittogrammer = ovvero l'immagine che riassume l’equazione:

 
"Troppo spesso le scelte che la realtà propone
sono tali da togliere il gusto di scegliere" (J.Rostand)



La costante è “Il monogramma ha clamorosamente rotto il cazzo”.
Le variabili. Esempi:
  • per quanto riguarda il monogramma penso alla storica shopping bag di Gherardini.
  • per quanto riguarda Louis Vuitton penso all’ Alma handbag in pelle epi.

Anello.
 (a-A) -0 = (a+A)=0
Ovvero
a-    il 90% delle borse che si vedono non sono autentiche.
b-    anche le originali sono “made in China”.

Ora smetto di stuprare la matematica e giungo quindi alla conclusione.
Avrei preferito un riscontro espresso in termini economici, sono comunque onorata di pubblicare la frase con la quale A. commentò la mia pittografica rappresentazione:

“Mai tema sociale fu più egregiamente esacerbato. Mi congratulo.”

Vedete un po’ voi.

P.S. Bentornata Franci!