venerdì 19 agosto 2011

Ceci n'est pas une blague

“Più che un quadro un rebus. O un trattato filosofico. O una riflessione che gioca molto seriamente con i meandri del linguaggio… Così quell’affare, che non è ciò che sembra, sfida il modo comune di guardare la realtà. E magari anticipa pure certe istanze dell’Arte Concettuale…”

A mio parere avrebbero potuto o potranno scrivere un saggio anche sulla mia opera.
Io, sì, ho preso evidente spunto dall’opera di R.Magritte ma, secondo tutto il concetto principale, NON ho preso alcuno spunto da nessuno. Illustro:
Di “Ceci n’est pas une pipe”, scrisse il filosofo M. Foucault nel saggio omonimo:
“Paragonato alla tradizionale funzione della didascalia, il testo di Magritte è doppiamente paradossale. Si propone di nominare ciò che, evidentemente, non ha bisogno di esserlo (la forma è troppo nota, il nome troppo familiare). Ed ecco che nel momento in cui dovrebbe dare un nome, lo dà negando che sia tale.”


"Ceci n'est pas une sac a poche"

Chiaro. Creare grandi paradossi grazie ad una didascalia, negare cose evidenti, lasciare che un tizio stenda tutte queste ovvietà in un saggio, ed il gioco è fatto! Un gioco pericoloso che sembra un circolo vizioso o un labirinto senza via d’uscita.
Ma da qui la fama e la gloria.

In verità io ho anche più meriti di René, perché ho fatto un lavoro grafico che nella Sua opera manca eccome!
Perbacco, io ho composto il tutto con quattro lettere che rappresentano una forte tematica filo conduttore di un periodo.

Ma cosa avrei dovuto fare per superare il maestro? Disegnare il tutto col mouse infilato proverbialmente nel… Acciderba, no (e piovano meriti per l’onestà) non ne sono capace, ma c’ho provato (+ meriti per lo sforzo). Oppure no (+ meriti per lo spiccato senso surrealista).

In ogni caso non smetterò mai di domandarmi se anche la mia idea platonica è anch’essa aleggiante nell’iperuranio, o è solo un dispositivo per confondere ancor di più chi guarda?

Qual è insomma la vera tasca da pasticcere? C’è una tasca da pasticcere? Nessuna delle due ovviamente.

- Altro sano surrealismo -

A proposito, ho anche letto:
“Il messaggio di Magritte è infondo abbastanza chiaro, ovvero: attenzione, rappresentazione non significa realtà, l’immagine di un oggetto non è l’oggetto stesso! La pipa del quadro non si può fumare così come le mele delle nature morte non si possono addentare…”
E a mio parere questo poteva anche bastare.
Eppure.

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