mercoledì 10 agosto 2011

A mali estremi, estremi rimedi


Amici virtuali, conoscenti nella rete, ex compagni di classe, compari di disegno Pentitevi.

Io mi do da fare, mi applico sul serio per distribuire sano e creativo gaudio in tutti i modi, e voi non mi siete riconoscenti, appannando così la mia validità. Sacrilegio!
Merito molto di più.
Ricerco persino personaggi caratteristici, svendo l’immagine di quel – pare - cialtrone del dottor Simoncello. Pare, poiché nella foto a me sembra uno stimato medico chirurgo ed inoltre sarebbe un classico il caso della gelosia manifesta verso un medico che scopre prodigiosi farmaci contro l’impotenza.
Tipico.
Farmaci.
- gemito -
Leitmotiv dei giorni nostri; obbligatori, fondamentali, strettamente indispensabili per arrivare a fine giornata.
Clisteri per tutti, perette a volontà!
Per chi non lo sapesse è assolutamente necessario monitorare costantemente la propria temperatura, nel dubbio che non ci sia in circolo un prepotente virus, demonio che lavora in silenzio contro la nostra instancabile forza.
E’ illegale non assumere antibiotici, per una settimana minimo, almeno una volta ogni due mesi.
E’ peccato non rendere grazie alle case farmaceutiche.
Blasfemi tutti coloro che non ingeriscono due cucchiaiate di medicamento in concomitanza con uno starnuto o simile.
A tutti coloro che hanno annuito durante la lettura di queste poche righe e comunque rivedono in esse la descrizione del proprio atteggiamento, ricordo che se non avessero lo sciroppo in casa, possono tranquillamente sostituire con l’ammoniaca, ancor più potente contro germi e batteri.

E allora, avanti, vengano festeggiati tali chimici conforti:

L'antidepressivo


Sì, sì, va bene,
ma se E.Z. non rende giustizia al mio lavoro, non mi resta che farmi notare con una nuova pubblicità ed un nuovo prodotto, per dirgli che sono rimasta turbata.
Io lo rendo popolare, ma lui mi snobba.
E quel che è peggio non rende gloria allo stimato dottor professore.
Saprà capirmi, nel mezzo di un bombardamento?



Il lassativo


Il vecchio provebio dice:
“Chi piglia medicina senza male, consuma l’interesse e il capitale”

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