martedì 16 agosto 2011

Κάρολος

Una buona premessa può essere: creare un signore dAda è una missione; chi non capisce questa cosa è decisamente misero.

Poteva essere un omino che vuole incarnare la figura dell’italiano medio in cui si potrebbe, volendo, riverberare l’osservatore.
Certo, ma consideriamo che la società di oggi è costituita da una maggioranza di 'mussi': somari convinti di essere manager incalliti perennemente in carriera che non possono assolutamente rappresentare l’italiano medio.

Sarebbe dovuto essere un eroe, ma non ho avuto potenza creativa tale da sviluppare un fiero paladino.



Dallo sguardo pare pigro e mansueto, il ritratto d’uno spettatore annoiato. Mi piace.

Però un po’ di carattere, o almeno un po’ del solito “prestigio” che occorre dare al post, arriva da piccole ispirazioni tratte da “Andy Capp” (qui in Italia “Carlo a Alice”).
Ecco perché “Carlo DAda”.
D’altra parte, per un’approssimazione del naso e un berretto scozzese, a me ricorda questo celebre ubriacone, sposato con una donna che lavora e sostiene il peso di un marito fannullone che passa tutta la giornata a dormire sul divano e la serata al bancone del pub a bere birra.




Il mio non ha alcuna rissa a carico e gli manca una donna. Può darsi che provvederò.
Può darsi.

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