giovedì 29 settembre 2011

Donna sposa, sposa spesa, moglie maglio

Che dire?
La mia voglia di disegnare abiti da sposa è direttamente proporzionale al numero di beoti che ci sono attualmente al mondo.


Abito per testimone d’onore ispirato al film degli anni '80 “Bella in rosa”
(commedia del 1986 sull'amore adolescenziale e i luoghi comuni nella scuola superiore americana), raffigurazione del pacchiano allo stato puro quindi incarnazione del dell’abito da damigella e del suo macabro concetto.

domenica 18 settembre 2011

Di quel che scrive la mano la testa deve rispondere.

Ho realizzato un terzo componimento.
Ora non mi resta che domandarmi, l’onestà non mi tradirà, dopo quanti elaborati posso definirmi scrittrice.

NARRAZIONE


Premature vacche s’apprestano ad allearsi con chi, fino a prima, di loro si fa scherno e noncurante urta i loro sentimenti; emozioni all’apparenza, ma nella sostanza assordanti scoregge.
Momento di estasi nel quale il sostegno di chi pare grande perché grande si dichiara, sembra la realizzazione di un progetto misericordioso, anche se in concreto è la raccolta di un frutto acerbo all’interno già decomposto.
Ricerca di consensi che prevede si venda anche il culo della madre, per la quale poco ci si deve dispiacere poiché fu lei ad allevare così le sue bestie.
Precoci ninfomani che troppo presto scelgono di invecchiare senza affrontare il processo di maturazione, atte a compiacere che gli dona, per un frangente, un’attenzione che pure ha natura interessata.
Sciocche Pagliacce giulive, pronte a suggere qualsiasi sporgenza, purché permetta loro di mostrarsi, seppure per un tempo ridicolo, donnicciole compite.
Lercia unione dettata da convenienza temporanea, che congiunge galline alle quali hanno arrestato il processo di crescita, libere di blaterare di chissà quali principi con sorelle disperate nate per farneticare e leccare buchi di culo che assicurano posti in prima fila su imbarcazioni da strapazzo.
Proverbiali adorate lacrime di coccodrillo, mai sofferte a sufficienza, mai vissute con consapevolezza, spero cadono da sguardi azzurri e vacui, che non denotano un pentimento, ma solo un lamento capriccioso tipico di chi oggi è piccola e domani è giovenca.
Labbra tremanti e guance congestionate di paffute signorine, patetiche in abiti targati, non fanno in tempo a raggiungere la maggiore età che già portano il carico di un quintale di “Vai a farti inculare”.
Saccenti parassiti che liquidano ogni amicizia si ponga come apparente ostacolo tra loro, le primogenite babbuine e la gloria dei poveracci, un dì saranno doverosamente trafitture al dorso e giaceranno con la bocca ancor piena di pantano e vergogna.
Al momento sostenute ed attizzate da quelle solite lesbiche che proferiscono infelici flatulenze sgrammaticate, e che come dissenteria andranno prima o poi a spiaccicare la loro faccia sulle pareti di questo angolo di cesso.
Femmine di famiglia, maiale avvizzite, pronte a ingoiare qualsiasi pannocchia, senza trarre beatitudini ma allo scopo di urlare al mondo che gli uomini le fanno sentire martiri profanate, lese nell’anima, ancora con le cosce divaricate e la ghigliottina di nuovo pronta a deturpare falli.

Questa è una approssimativa descrizione del giardino di primizie nel quale un giorno, un mio stolto, inetto conoscente citrullo si addentrò.

giovedì 15 settembre 2011

Il mantello copre il brutto e il bello

Col progetto sposa, spero di celebrare il mio disprezzo verso i caratteristici abiti da matrimonio.
Per ora un disegno, in seguito, in altri post, arriveranno anche sagge riflessioni.



Moda, esibizione di strafalcioni applauditi da pubblico e critici, manica di torvi scimpanzé, come fossero opere d’arte.
Per quanto mi riguarda:
“il mio prestigio e la mia maestria mi permettono di creare cagate, venendo ugualmente applaudita”.
Grazie.

martedì 6 settembre 2011

Terra chiama Bene


Sono codarda ed omertosa.
Lo so
Dovrei scrivere il post,
io so, e so di gente che sa (!),
ma il mio timore è troppo grande.
Temo le autorità americane che potrebbero un giorno suonare alla mia porta, per sottopormi ad interrogatori, chiedermi perché faccio domande scomode e soprattutto perché interagisco con chi lavora all’area 51.
Infondo vorrei farla finita con questo silenzio, sono stufa di assecondare il governo degli Stati Uniti, quindi per protesta pubblico  questa immagine eccezionale come spunto per quesiti come “Ma siamo soli, a questo mondo?”

Scattata vicino al villaggio di Rachel a circa 150 km a nord-ovest di Las Vegas

Parlo di B., ovvio, un’amica che all’area 51 gestisce le relazioni con gli extraterresti dissuadendoli da soggiornare sulla terra.
Come faccia di preciso non lo so; so solo che nell’area proibita, la complessità piuttosto che la primitiva semplicità  di un cervello si misurano attraverso al livello di pazienza del proprio interlocutore.

Non dico altro. Non posso.

sabato 3 settembre 2011

Capra zoppa non soggiorna all'ombra

Ho fatto una foto ad A.
Bellina, senza troppe pretese, priva di significato intrinseco, d’accordo, comunque grazioso ritratto scattato sotto le betulle in un pomeriggio di Agosto (8O).
Rimirandola, ci sono!, è perfetta come base per una pubblicità Garnier: meglio esplicitarlo.
Prendendo in prestito delle immagini nel web vengo colpita da tale “Fabio Cicerale”, il consulente Esperto dei capelli: Mica cazzi!



Hair stylist.
Un Capitolo al quale purtroppo dedicherò troppo poche, troppo sciatte parole.
Ehm… Beh, dunque… No, perché...
Suvvia, come li metti, come li giri, rappresentano sempre il nulla.
Non credibili sin dal primo lancio di quest’assurda moda pubblicitaria, ed ogni volta che si parla di “mode” si sconfina sempre nello squallido, ora si sono perfettamente incarnati nella drastica figura del “gioppino”(=Gioppino è una marionetta bergamasca ed è sinonimo di fantoccio, essere inutile, stupidotto, pagliaccio etc…).

Il paradosso: tale “professionista", privo di visibilità, cerca fama garantendo per un prodotto commerciale di cui sempre egli stesso fa uso.
Ciò dovrebbe convincere e rassicurare il cliente.

Fabio Cicerale da’ lezioni di stile e sul sito Garnier è possibile contattarlo per chiedere consigli (corro!), oggi mi serve ad identificare tutti i personaggi come lui, non solo in campo shampoo e balsamo, che appresentano ambigui figuri dai curriculum ricchi tanto quanto vaghi, ai quali si deve attingere perché, qualcuno dice, hanno conquistato il successo.

Beh, se non altro finalmente ho capito perché la mia vita fa schifo: perché non ho ancora trovato lo shampoo giusto.

Ancor peggio di questi parrucchieri tuttologi che studiano il capello al microscopio, sono i pubblicitari che non permettono che qualsiasi casa produttrice di prodotti per la cura della chioma sia priva del suo – quanti cazzi – specialista famoso.
Ed ancor peggio del peggio sono le aziende che stanno pagando biechi pubblicitari che fanno il loro lavoro in maniera patetica.

In conclusione, come sempre vivo circondata da prodotti avariati, tormentata da stronzate e bombardata da squallore; mentre arranco per tentare di salvarmi mi guardo in giro e vedo che la stragrande maggioranza delle persone è ben lieta di sguazzare in questa simbolica merda liquida.

venerdì 2 settembre 2011

Beato quel corpo che per l’anima lavora.

Non c’è niente di meglio che ideare, realizzare e Rubare!
Depredare onestamente mai dimenticando di praticare sordido dAdaismo.
O almeno provandoci.

Io dAdaista compulsiva, nel pieno delle mie facoltà mentali (!) dichiaro liberamente e consapevolmente di aver sottratto illecitamente oppure, di essere colpevole autrice dell’appropriazione indebita un’opera dell’artista, ex insegnante, Amico di penna virtuale, mio critico personale,
P.B.



Ovviamente mi prendo le mie responsabilità e ne pagherò le conseguenze, d’alto canto ne sarà valsa la pena.
Anche se il mio 'piano A' prevede: io sottraggo al P.B. il suo quadro, lo esalto in un mio scarabocchio, lo pubblico sul mio blog frequentato abitualmente da un milione di persone (lo giuro a me stessa), porgendogli così celebrità e gloria; lui come ricompensa non mi denuncerà.

In ogni caso si consideri che tutti i dadaisti che impiastricciarono La Gioconda non vennero strapazzati da un Leonardo livido di rabbia, inoltre, con pignoleria faccio notare gli fu altresì riconosciuto successo.
Questo è un motivo più che valido, messaggio che può scagionarmi nonché un appunto velato per P.B.

Tuttavia, per placare ulteriormente, incremento:
Io rubo, ladra schifosa che adopera lavori fini come semplici sfondi per il proprio diletto.
Prendo senza chiedere e sfiguro l’opera affiancando ad un disegno raffinato, ricamato con perfezione in ogni minimo elemento distintivo, un fantoccio all’opposto stilizzato, sintetico e crudo.
Monaca incazzata e arcigna fatta di quattro caratteri ormai seviziati all’eccesso, bigotta accusatrice che aspirerebbe a filare su e giù nervosa e trafelata attraverso le navate di questa Cattedrale gotica.
“Cattedrale nel deserto, lampo di luce nelle tenebre de - stavolta - la mia composizione”,
volendo rapinare P.B. oltre che nei disegni anche parole,
Grazie.