venerdì 2 settembre 2011

Beato quel corpo che per l’anima lavora.

Non c’è niente di meglio che ideare, realizzare e Rubare!
Depredare onestamente mai dimenticando di praticare sordido dAdaismo.
O almeno provandoci.

Io dAdaista compulsiva, nel pieno delle mie facoltà mentali (!) dichiaro liberamente e consapevolmente di aver sottratto illecitamente oppure, di essere colpevole autrice dell’appropriazione indebita un’opera dell’artista, ex insegnante, Amico di penna virtuale, mio critico personale,
P.B.



Ovviamente mi prendo le mie responsabilità e ne pagherò le conseguenze, d’alto canto ne sarà valsa la pena.
Anche se il mio 'piano A' prevede: io sottraggo al P.B. il suo quadro, lo esalto in un mio scarabocchio, lo pubblico sul mio blog frequentato abitualmente da un milione di persone (lo giuro a me stessa), porgendogli così celebrità e gloria; lui come ricompensa non mi denuncerà.

In ogni caso si consideri che tutti i dadaisti che impiastricciarono La Gioconda non vennero strapazzati da un Leonardo livido di rabbia, inoltre, con pignoleria faccio notare gli fu altresì riconosciuto successo.
Questo è un motivo più che valido, messaggio che può scagionarmi nonché un appunto velato per P.B.

Tuttavia, per placare ulteriormente, incremento:
Io rubo, ladra schifosa che adopera lavori fini come semplici sfondi per il proprio diletto.
Prendo senza chiedere e sfiguro l’opera affiancando ad un disegno raffinato, ricamato con perfezione in ogni minimo elemento distintivo, un fantoccio all’opposto stilizzato, sintetico e crudo.
Monaca incazzata e arcigna fatta di quattro caratteri ormai seviziati all’eccesso, bigotta accusatrice che aspirerebbe a filare su e giù nervosa e trafelata attraverso le navate di questa Cattedrale gotica.
“Cattedrale nel deserto, lampo di luce nelle tenebre de - stavolta - la mia composizione”,
volendo rapinare P.B. oltre che nei disegni anche parole,
Grazie.

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