sabato 3 settembre 2011

Capra zoppa non soggiorna all'ombra

Ho fatto una foto ad A.
Bellina, senza troppe pretese, priva di significato intrinseco, d’accordo, comunque grazioso ritratto scattato sotto le betulle in un pomeriggio di Agosto (8O).
Rimirandola, ci sono!, è perfetta come base per una pubblicità Garnier: meglio esplicitarlo.
Prendendo in prestito delle immagini nel web vengo colpita da tale “Fabio Cicerale”, il consulente Esperto dei capelli: Mica cazzi!



Hair stylist.
Un Capitolo al quale purtroppo dedicherò troppo poche, troppo sciatte parole.
Ehm… Beh, dunque… No, perché...
Suvvia, come li metti, come li giri, rappresentano sempre il nulla.
Non credibili sin dal primo lancio di quest’assurda moda pubblicitaria, ed ogni volta che si parla di “mode” si sconfina sempre nello squallido, ora si sono perfettamente incarnati nella drastica figura del “gioppino”(=Gioppino è una marionetta bergamasca ed è sinonimo di fantoccio, essere inutile, stupidotto, pagliaccio etc…).

Il paradosso: tale “professionista", privo di visibilità, cerca fama garantendo per un prodotto commerciale di cui sempre egli stesso fa uso.
Ciò dovrebbe convincere e rassicurare il cliente.

Fabio Cicerale da’ lezioni di stile e sul sito Garnier è possibile contattarlo per chiedere consigli (corro!), oggi mi serve ad identificare tutti i personaggi come lui, non solo in campo shampoo e balsamo, che appresentano ambigui figuri dai curriculum ricchi tanto quanto vaghi, ai quali si deve attingere perché, qualcuno dice, hanno conquistato il successo.

Beh, se non altro finalmente ho capito perché la mia vita fa schifo: perché non ho ancora trovato lo shampoo giusto.

Ancor peggio di questi parrucchieri tuttologi che studiano il capello al microscopio, sono i pubblicitari che non permettono che qualsiasi casa produttrice di prodotti per la cura della chioma sia priva del suo – quanti cazzi – specialista famoso.
Ed ancor peggio del peggio sono le aziende che stanno pagando biechi pubblicitari che fanno il loro lavoro in maniera patetica.

In conclusione, come sempre vivo circondata da prodotti avariati, tormentata da stronzate e bombardata da squallore; mentre arranco per tentare di salvarmi mi guardo in giro e vedo che la stragrande maggioranza delle persone è ben lieta di sguazzare in questa simbolica merda liquida.

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